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Michaela Kasparova e gli effetti dell’ arte

“.. scaravento il sacco con pezzetti di carta stropicciata e colorata accumulata nel tempo. Rovescio anche i ritagli di tessuto, raccolti qua e là.. Ecco due mucchi caotici, senza forma, per me estremamente stimolanti..Mi diverto a trasformare il caos in immagini con un occhio all’infanzia, uno all’età adulta, il terzo all’ironia..” M. K.

 

Ma dove mi trovo n.2 cm 70x50

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Approfondire le impressioni è avvicinarsi all’arte

Avvicinarsi all’arte è approfondire le prime impressioni che un’opera suscita su di noi. E’ affascinante come l’arte agisca sulle nostre emozioni, in un modo che ci è poco chiaro, per strade emotive imperscrutabili di cui sappiamo solo la tappa finale: un senso di novità e poi di maggiore conoscenza di noi stessi. Ciò che è chiaro è che quando guardiamo un’opera d’arte proviamo qualcosa. O più cose. Questo è valido sia per un quadro di un grande autore che per opere di artisti non famosi quando si tratti vere mentalità artistiche. Se un artista è chi ha l’esigenza primaria di esprimere la propria personalità attraverso un mezzo come l’arte figurativa, Michaela Kasparova è una vera artista.

L’attrazione per l’arte

E’ un’attrazione inspiegabile quella che a volte proviamo verso opere della creatività, è come una forte empatia verso quell’oggetto ed il suo contenuto che ci può condurre al desiderio di quello stesso oggetto, di quell’opera, come se il possederla potesse ricomporre qualcosa dentro di noi. In effetti è così, l’arte è anche questo: pacificazione, ricordo di emozioni e bellezza, tutti aspetti che danno significato all’esistenza quotidiana. Le opere di Michaela Kasparova hanno la forza dell’immediatezza e portano ad un senso  di identificazione. Per questo ed in virtù di una loro profondità e complessità assai lontana dall’apparente semplicità le opere di Michaela Kasparova hanno gradualmente acquisito valore e riconoscimento.

Le opere di Michaela Kasparova

Ad un primo sguardo le opere della Kasparova, con i loro colori personaggi e movimenti vivaci rimandano alla spensieratezza dell’infanzia, alla leggerezza di pensiero. Ma presto scopriamo che non è proprio così. Noi adulti siamo attirati dalle sue opere e non proviamo solo sentimenti di giocosità e libertà, ci soffermiamo oltre, la mente procede per altre strade, più interne. L’artista, quindi, è riuscita a esprimerci il suo pensiero, la sua personalità, la doppia lettura della vita. Il misterioso meccanismo dell’arte si è compiuto. Guardiamo il quadro e dialoghiamo con noi stessi.

Fai click sull’immagine per ingrandirla

 

I “Rotolamenti Universali”

Come nei quadri della serie “Rotolamenti Universali”: percepiamo da lontano che al di là di quello che ci appare a prima vista la tematica è esistenziale. Animali, cose, persone rotolano in un movimento che sembra non avere fine come trascinati dal turbinio di pensieri incessanti e concentrici che nella rappresentazione creativa vengono declinati a gioco. Attraverso un tipo di immagine vagamente esacerbata ed esagerata veniamo in realtà portati su territori ben diversi da quelli dei colori e del gioco.

La tecnica mista

Michaela Kasparova utilizza colori dai toni forti e linee decise, prospettive sghembe e vertiginose che tradiscono, fortunatamente, la sua interiorità in modo tale da portare la complessità in contesti di racconto apparentemente semplici e quotidiani. L’artista, anche, improvvisa, come quando allegra ma non spensierata aggiunge alle sue opere pezzetti di giornale per un bisogno di attingere ad un evidente vissuto quotidiano o quando appone fili e stoffe memore della sua espressività multidisciplinare. Tutto ciò sempre a dimostrazione di una complessità di pensiero e di espressione.

Le opere di Michaela Kasparova sono esposte su www.livinart.it con le relative quotazioni e descrizioni tecniche e la possibilità di vederle ambientate

particolare di opera

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Laura G.  Livin’art  – Arte da vivere

Un blog sull’ arte?

 

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Sergio Fortuna fotografia

 

Perché un blog sull’arte?

Per avvicinarsi all’arte ed agli artisti, con curiosità, voglia di scoprire in punta di piedi ciò che ruota attorno a questo affascinante mondo. Facendo domande, semplici. Cercando risposte dagli artisti e dagli esperti.

E’ davvero possibile vivere l’arte? Certamente sì. E come? Scoprendo sempre qualcosa di nuovo anche seguendo un blog sull’arte che faccia entrare creatività e bellezza nella vita di tutti i giorni così da avere sempre a disposizione un po’ di Arte da vivere !

Sappiamo che l’arte e il bello possono regalare un grande benessere, sappiamo che il nostro sguardo è alla ricerca di emozioni e suggestioni che ci portino ogni giorno in un luogo diverso, il luogo delle emozioni, quel posto segreto che è lontano dagli altri e vicino noi stessi.

Così come quando ci immergiamo nella lettura di un buon libro o veniamo coinvolti da un bel film, entrare in contatto con la creatività e l’arte ci aiuta nella nostra quotidiana ricerca di ciò che ci piace e ci dà svago avvicinandoci alla nostra natura.

L’arte muove corde nascoste e poco sollecitate del nostro animo, corde che nel quotidiano non vengono sollecitate. E’ un esperimento che possiamo fare quello di perderci ad ammirare, osservare, confrontare le opere di artisti contemporanei che attraverso esse danno la loro personale lettura del mondo. Avremo prova di quanto l’arte faccia bene allo spirito ed al nostro umore.

Il mondo dell’arte e degli artisti si muove parallelo al nostro quotidiano, ci stimola ed incuriosisce mettendo in moto la nostra immaginazione e quella parte di sé che spesso e volentieri rimane sopita mentre lavoriamo e siamo dietro alle nostre attività quotidiane.

Avvicinarsi all’arte ed agli artisti è n’esperienza a cui non dobbiamo rinunciare, ci arricchisce, ed è conoscere mentalità e stili di vita con cui entriamo raramente in contatto. Esplorare l’arte contemporanea e gli artisti che la animano è aggiungere una chiave di lettura al nostro vivere.

Per questo, ed anche altro è nato un blog sull’arte: Arte da vivere !

 

Laura G.  Arte da vivere – Livin’art

 

 

Teatro quasi per strada

 

Non c’è niente di più soddisfacente che assistere a veloci ed inaspettate esibizioni nate da una altrettanto veloce quanto forte ispirazione. E’ quello che accade per la performance creativa “Il teatro della follia” rappresentata nel contesto del  piccolo e prezioso studio di Fabrizio Barsotti, artista della Scuderia Livin’art.

Fabrizio Barsotti si è trovato a scegliere fra i diversi lavori fotografici proposti dal CircuitoOFF (nell’ambito del Photoluxfestival – Festival Internazionale di fotografia) uno da poter esporre una quindicina di giorni nel suo atelier personale.
Lui, l’artista, è un personaggio particolare, e fra i tanti lavori va a scegliere quello di Matteo Zannoni dal titolo “Ex Manicomio Ferri”.

“Ex Manicomio Ferri” è un lavoro composto da una serie di fotografie in bianco e nero che danno testimonianza di un ex-manicomio. Barsotti ha nelle sue corde queste tematiche e sceglie quel lavoro fotografico; non solo espone la personale fotografica di Matteo Zannoni nel suo atelier ma realizza un allestimento ad hoc creando una commistione fra le sue opere e le fotografie.
Poi si documenta, legge, guarda video sul tema, trova frasi e citazioni che ripropone col suo originale e creativo allestimento nel suo atelier.

Fabrizio Barsotti per molti giorni sarà immerso in pensieri nuovi, di menti diverse, e aderisce sempre più ad essi, spontaneamente va oltre, l’entusiasmo lo porta a  scrivere, a voler rappresentare, esternare: scrive il testo, sceglie le musiche, crea la coreografia. E’  nata la performance.
L’artista invita nel suo atelier gli amici, i visitatori e me come testimone di Livin’art. Arriviamo senza immaginarci e aspettarci niente, lentamente veniamo coinvolti in uno spettacolo denso, profondo, comunicativo.

Artisti, senza confini.

 

Laura G. Livin’art – Arte da vivere

 

La scultura italiana in Norvegia

Andrea Bucci ha vinto il prestigioso concorso internazionale “Peer Gynt Competition” con la sculture “La cavalcata del montone selvaggio” .

La gigantesca opera in bronzo alta due metri è posta dal 2010 all’interno del “Perry Gynt Sculpture Park” di Oslo che ospita altre 16 sculture tutte dedicate al grande scrittore norvegese Henrik Ibsen.
La scultura è una interpretazione di uno dei passi più celebri del poema drammatico “Perry Gynt” del grande scrittore e drammaturgo norvegese.

Creatività

“C’era una volta un mucchio di carta”, è una storia che inventai diversi anni fa per la realizzazione di un libro. Da quella idea hanno preso avvio laboratori creativi per bambini, che ho condotto in svariate occasioni (XXI edizione di festival I libri per strada,XII festival Musica & suoni, Sarzana) come anche nelle scuole dell’infanzia e primarie.Un’altra importante attività sono le illustrazioni per libri per bambini come “Miki mille mani” di Lago, “Ughetto il bambino con il caschetto…va in campeggio” , “Ughetto il bambino con il caschetto…va al mare” di Ginevra Landi
Collaboro a Lucca con il Laboratorio Pedagogico Musicale “Cristina”di Cristina Petroni dove su richiesta realizzo oggetti, pupazzi, abiti di scena per spettacoli e progetti destinati alle scuole.

Dediche a Michaela da Cristina Petroni

“…sai rendere reale e vivo ciò che non lo è…”

“….i bambini esplorano i tuoi oggetti con cura ed attenzione, percepiscono l’amore con cui vengono realizzati…”

I tori improvvisi

La creatività di Luca Serasini si esprime anche attraverso la realizzazione di medio e cortometraggi a dimostrazione della sua versatilità e del forte desiderio di sperimentare. Nel video “Tori e aquiloni – evoluzione,trasformazione” l’autore anima i protagonisti dei suoi dipinti dando loro un’anima. Questa narrazione è un modo di spiegare il significato di tori e aquiloni nell’immaginario dell’autore.